Archivio mensile:ottobre 2012

Una notte all’insegna del sangue

Sangue sangue sangue..

non è solo in nome scelto dal nostro creativo Angelo Milano per il suo brand, ma anche il tema di questa notte..che presto accoglierà tutti nella sua tenebrosa atmosfera mortale.

Eh si Halloween è alle porte, avete già deciso quale sarà il vostro macabro look?

Noi per l’occasione vi proponiamo alcuni spunti per essere impeccabili e originali anche durante la notte dove  bellezza e armonia lasciano il posto al mostruoso e raccapricciante.

E quindi approfittate di questa notte per dare sfogo alla vostra fantasia e senso dell’orrido.

Enjoy the night!!

S.

 

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Viaggiando con le stampe

Sappiamo che si può comunicare molto anche attraverso ciò che si indossa.

Angelo Milano l’ha fatto attraverso le sue creazione con il marchio Sangue, comunicando la sua terra e le sue sensazioni.

Noi ne seguiamo le orme e vi proponiamo una serie di look con stampe che ci portano in posti esotici, colorati e lontani..dandoci l’impressione che si può viaggiare e catturare un paesaggio anche attraverso la scelta giornaliera del nostro guardaroba.

E allora diamoci da fare e visitiamo, sogniamo e facciamoci trasportare dalle emozioni che stilisti e designer riportano nelle loro invenzioni.

Have a good trip!

S.

 

 

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ROBA DI SANGUE

Non gli bastava portare i più famosi street arter in una piccola cittadina della Puglia famosa per le sue ceramiche, fare “ imbrattare” i muri, fare incazzare i cittadini, fare diventare questo l’evento più atteso di settembre, il  FAME FESTIVAL .

Ha proprio fame Angelo Milano, la mente creativa di tutto ciò.

Fame della sua terra, di dare alla Puglia ciò che si merita! Perchè  nel 2012 , in un piccolo laboratorio di stampa artigianale, s’è inventato Roba di Sangue.

Probabilmente perchè a “buttare il sangue” lavorando è lui stesso ( se immaginavate una fabbrica di cinesi a lavorare h 24, forget about, il cinese è lui) che stampa delle cartoline a modo suo: una collezione di magliette e costumi da bagno che parlano di muretti a secco , di Grottaglie e di tanti scorci che solo ad una mente come la sua non potevano certo sfuggire.

E noi che non ci facciamo sfuggire nulla, siamo felici di dedicargli la settimana.

A lui, alla Puglia, al made in italy e ad uno sperato ritorno alle tradizioni!

Greetings form Puglia!

Marti

ROBA DI SANGUE

STUDIO CROMIE

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Un vero e proprio “statment”!

 

 

Dimmi che scarpe ti piacciono e ti diro’ chi sei. L’abbiamo chiesto a 3 studentesse di moda nella capitale newyorkese, in una delle universita’ piu’ cool di Manhattan – dove nascono talenti come Proenza Shoulder per dirne uno – la Parson school of design. Vale la pena vedere cosa hanno tirato fuori sull’argomento (materiale fotografico compreso) queste mie studentesse – (io le insegno italiano perche’ un giorno andranno a Milano con il sogno di vivere un po’ nel bel paese – passo obbligato per loro che amano la moda..). Il risultato e’ un compendio di nomi e tendenze del momento, e protagonisti i sogni dal tacco alto e non: stravaganti, vertiginosi, che osano e si lasciano osare. Dove la scarpa diventa oggetto d’arte, sperimentazione, desiderio, fantasia, bellezza. Un vero e proprio proprio STATMENT, la selezione da loro scelta e’ rigorosa e precisa, nel sottolineare questo aspetto fenomenale.  Stephanie Wong (australiana, 23 designer preferito: Roger Vivier), Oxana Tourret (francese, 24 designer preferito: Nicholas Kirkwood) e Elena Kraropoulare (greca, 21 designer preferito: Charlot D’Olimpia)), ci hanno anche detto dove amano fare shopping a New York. Guardate prima se il gusto puo’ piacere a un pubblico STRAordinario come noi di kinkynoise.

 

 M
Stephanie: Jeffreys (Meatpacking Industry)
Elena: Barneys
Oxana: Nicholas Kirkwood (Meatpacking Industry)

 

Per fare una vetrina, ci vuole un mattone, per fare un mattone…

La vetrina di un negozio è l’interfaccia tra il passante/ipotetico acquirente e il negozio stesso, quindi unico mezzo che può indurre in tentazione.

Bene. Andiamo oltre. Oltre ai prodotti esposti c’è un dettaglio da non sottovalutare: l’allestimento. Sì bella le borse, belle le scarpe, belli i vestiti ma non basta più e a volte basta davvero poco per creare una vetrina “ da un sacco di like”.

 

Wok store, il negozio della nostra Simona Citarella, in via col di lana a Milano, è sempre impeccabile nell’allestimento e stupisce sempre durante la Design week in aprile ( don’t miss it!).

Le vetrine della Rinascente a Milano sono ormai una tappa obbligatoria non solo per le fashionistas, per non parlare poi dei big francesi come Louis Vuitton, Hermes dai quali c’è solo da imparare.

 

Qual è la vetrina più bella nella vostra città?

instagrammate, instagrammate e instagrammate!

 

Martina

 

 

Wok store

 

Aesop shop

Rinascente Milano

 

Altreforme

per Moschino – design week 2012 Milano

 

 

la designer giapponese Yavoi Kusama per Louis Vuitton

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Un vanto di nome Vanth

Un diamante è per sempre, di una Vanth ci si innamora.

Non c’è dubbio l’accessorio che più ci fa perdere la testa viene calzato dai nostri piedi.

Ne abbiamo fatti di passi in avanti per scoprire quanto una scarpa può cambiare il nostro look, umore e soprattutto silhouette. Ed è per questo che oggi la scelta si fa sempre più ampia, dove l’eccentrico e il bizzarro prendono il sopravvento.

A noi il troppo non piace. Se sono troppo alte non riusciamo a camminarci, troppo strane non riusciamo mai a trovare l’occasione per indossarle.

Cosa vogliamo?

Innanzitutto un paio di scarpe devono catturarci al primo sguardo. Di solito io e le mie amiche abbiamo una regola a proposito: se ti piace tanto qualcosa e ci pensi più di due settimane e neanche il tuo estratto conto(sempre meno ricco) riesce a farti cambiare idea…deve diventare tua!!

Dopo il colpo di fulmine c’è la fase prova. La più temuta. Magari è bella quanto scomoda o il nostro numero non c’è. Non fate mai l’errore di comprarle non del vostro numero pur di averle. Io naturalmente l’ho fatto e me ne sono pentita!

Dal momento in cui il nostro piede diventa un tutt’uno con la nostra innamorata, capiamo (non sempre) se son fatti per stare insieme o era solo una sbandata.

E allora vi mostro i miei nuovi amori, uno di questi appartiene alla collezione della stilista  che ci farà compagnia tutta la settimana, Simona Vanth.

Enjoy

S.

1. Marni

2. Ruthie Davis

3. Emilio Pucci

4. Diane Von Furstemberg

5. Diego Dolcini

6. J.W.Anderson

7. Simona Vanth

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SCARPE! (credo!)

Di questi tempi ne stiamo veramente vedendo di tutti i colori, senza colori, di tutte le forme, di tutte le altezze!

Scarpe.

Ma sono scarpe? La domanda a volte sorge spontanea..

Scarpe che stupiscono, rapiscono, che diventano pezzi da museo,  soprammobile o oggetto di studio e di riflessione.

Come nel caso della designer Van der Vyver  che ha studiato alla Gerrit Rietveld Acaedmie ad Amsterdam e ha lavorato con René van den Berg, shoe designer, alla realizzazione del suo progetto di tesi, basato sull’ idea che le persone non sono mai soddisfatte del proprio look.

Martina

Ilanio- invisible shoes

Van der Vyver

Simona Vanth

Acne

from the Blake Wright

Louboutin at Design Museum London

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Simona Vanth

Simona Vanth. Chi è?

Da accessorio, la scarpa è recentemente diventata anche opera d’arte. Molti stilisti provenienti da tutto il mondo hanno mostrato una grande creatività e maestria nel fabbricare pezzi da museo. Oltre indossarla, la calzatura può  rivestire un ruolo come oggetto d’arte, di design, unico e stravagante.

E’ questa la filosofia su cui si è basata la nostra talentuosa e italiana Simona Citarella, trentaduenne, ha studiato prima a Londra alla Central Saints Martins e poi allo Ied di Milano.

Designer di calzature da circa un anno, oltre che la co-proprietaria di uno dei negozi più hype di Milano: il Wok store di via Col di Lana. Da sempre attenta alle tendenze più underground, Simona le ha raccolte nel suo brand, una ventata di aria fresca in un mondo così omologato. Per la stagione ss12 uno spirito splendidamente 70′s si fonde a una particolare attenzione per i materiali, di altissima qualità.

La sua nuova collezione di chiama “Concrete Island”, in collaborazione con la designer di gioielli Arielle De Pinto, ispirata al libro di uno dei suoi autori preferiti: J.G. Ballard. Materiali e superfici, invece, prendono le mosse da un artista che ama molto: Sterling Ruby.

Una donna con le idee chiare, che ama fare ricerca e differenziarsi dalla massa. E i suoi modelli lo dimostrano, di certo non si passa inosservate con un suo paio di scarpe e difficilmente le vedremo indosso a qualcun’altra. Ottimi motivi per cedere alla tentazione e acquistarne un paio.

Dove comprarle: A Milano da Wok e Siam Jam e poi da Dover street market a Londra, I.T. a Hong Kong, Maryam Nassir Zadeh a New York… On line Shoescribe, Slam Jam,Far-Fetch Wok.

S.

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edgy, un po’ Rag & Bone

Si definisce “edgy” il loro stile. Difficile da tradurre alla lettera.

Il brand Rag & Bone (vecchio tremine inglese che significa “junk dealer” – sinonimo di vecchio, usato, consumato, reciclato)  crea un piccolo impero a New York con 6 negozi nati nel giro di pochi anni (nuovissimo quello sulla Madison & 73rd, anche se il mio preferito e’ quello a Nolita nato nella vecchia cucina del Caffe’ Colonial, bar storico della Downtown newyorkese..). Lo stile che lancia e’ un successone: qualita’ e comfort unito a un “edgy style”, maschile e femminile, androgeno, easy, casual e senza tempo.

 I  due designers inglesi Marcus Wainwright e David Neville si erano creati un obbiettivo agli esordi del 2004: realizzare vestiti di qualita’, da usare tutti i giorni. Volevano il jeans perfetto. Cosi’ iniziano la loro ricerca.. lo vogliono esclusivamente made in Usa. Sara’ il loro pezzo di successo.
 Il duo si incontra 20 anni fa in un college a Bershire (Inghilterra) con le loro divise da studenti. David Neville con un background da banchiere decide di lasciare tutto nel 2000 e buttarsi nella moda. Gli e’ sempre piaciuta, da quando era bambino e andava a fare shopping con la mamma. Lei dottoressa, la ricorda indossare completi maschili.
Dopo due decenni nasce lo stile Rag&Bone: american workwear unito al british taloring e al casual New York downtown look. We like it a lot!


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DO!

Rag&boniani e non, oggi voglio raccontare di due negozi, di ambiente, di artigianato.

 

Il primo negozio è a Madrid ed è in assoluto il mio preferito nella Capital.

In calle Fernando VI, troverete uno spazio a metà tra interior design, moda, cafè, cartoleria, galleria d’arte.

Il tutto interpretato attraverso la stessa visione: quella di Lucía Ruix Rivas, una ragazza minuta e gentile che ha sfidato la crisi chiamando il suo concept store “DO” perchè tutto ciò che si deve fare è semplicemente FARE.

 

L’altro è a Islington, Londra e si chiama Folklore. Per ora l’ho solo visitato online, ed è stato subito amore. E’ di Danielle Reid e suo marito Rob il piccolo store con muri rivestiti da assi di vecchi parquet e tavole di impalcature.

I coniugi Reid lavorano con artigiani e designers,  ricercano qualità, semplicità, selezionando prodotti che durino nel tempo. Un concetto lontano dal made in China.

Alcuni sono fatti a mano, altri sono pezzi antichi o realizzati da materiali di riciclo.

Bravi e generosi i Reid. Il 15 % del loro profitto è destinato all’organizzazione no profit Shanti Microfinance che promuove l’imprenditoria e la sostenibilità in alcuni tra i più poveri villaggi in India.

 

Martina

 

DO design Madrid

 

 

 

 

Folklore London

 

 

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Mahani Del Borrello

photography | illustration | art

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